Dimenticatevi i Parquet Courts, ché se Andrew Savage avesse voluto farne una brutta copia di certo non si sarebbe messo in proprio. “Thawing Dawn” è ambientato invece nelle vaste pianure che vanno dal Lake Eire fino al Texas. Lo skyline di Manhattan si intravede in lontananza solo in un paio di episodi quali Eyeballs, una versione edulcorata degli Strokes, e nelle folli divagazioni noise di What Do I Do.

Protagonista principale dell’album è la voce baritonale di Savage, elemento portante che nel corso delle 10 canzoni si trova ad esprimersi in atmosfere e situazioni differenti tra loro, tentando invano di fare da collante. Si passa dal folk-rock arioso da pastorale americana di Buffalo Calf Road agli echi di Lou Reed in Wild, Wild, Wild Horses continuando attraverso il country più spinto di Winter In The South, le reminiscenze dei Calexico in Phantom Limbo e il pop barocco di Indian Style. Fino ad arrivare alla indigesta Untitled, in cui l’unico accompagnamento alle parole urlate dal cantante è il suono ossessivo di un organo.

Pezzo migliore del disco è Ladies From Houston, malinconica e crepuscolare ballata scritta in occasione della morte del padre di un caro amico, dove l’incedere indolente della sezione ritmica si intona perfettamente al testo biascicato e alle digressioni elettriche (mai troppo invadenti) della chitarra solista. Una miscela perfetta di snobismo art-rock di città e tradizione popolare di provincia. L’unico tentativo veramente riuscito di mischiare queste due anime apparentemente inconciliabili che convivono dentro Savage, nativo di Denton in Texas, ma residente da anni a Brooklyn.

Menzione a parte merita Thawing Dawn, pezzo conclusivo che dà il nome al lavoro. Un pasticcio sonoro dove ad immaginari western si succedono organetti sixties che si trasformano improvvisamente in arpeggi di chitarra classica. Un enigma sonoro che vorrebbe rappresentare il manifesto programmatico della ricerca musicale di Savage, ma che dimostra purtroppo che la direzione da prendere non è ancora del tutto chiara. Sarà per questo motivo che “Thawing Dawn” risulta un album ricco di grandi singoli ma nella sua totalità sfilacciato e disomogeno.

Lesterio Scoppi