Ci sono alcuni indicatori che ultimamente (biennio 2015/2016) ci stanno raccontando l’ottimo stato di salute di cui gode ultimamente  la “scena” indie italiana, o alternativa/underground – chiamatela un po’ come volete tanto vale tutto –, uno di questi è, ad esempio, pubblicazione di album del calibro di Thank You Neil dei Dumbo Gets Mad,  Fluttarn dei C+C=Maxigross e Novanta di GoDugong e la continua riconferma negli anni di band come Verdena e Calibro 35. Ognuna di queste uscite, indipendentemente dalla risposte del pubblico con cui è stata accolta, testimonia la concreta possibilità di creare musica di spessore, innovativa e ricercata; Senza scadere nel classico poppettino elettronico con testi fintamente intellettuali (che per conquistare la squinzia di turno all’ARCI può anche starci, per carità. Ma non ditemi che veramente ve lo ascoltate anche quando siete soli nella vostra cameretta) o nel mai troppo abusato punk/rock/hc di protesta.

Love Manifesto dei conferma quanto detto sopra e dimostra come anche nella provincia italica si possa produrre un lavoro maturo, definito e perfettamente contemporaneo. Subendo forti influenze estere ma senza risultare una copia carta carbone dei prodotti fabbricati oltreoceano.

I BBM sono un collettivo Future Soul milanese formatosi nel 2012. Love Manifesto è il secondo album in studio, terza pubblicazione in totale se contiamo anche l’EP d’esordio, nonché primo lavoro pubblicato con Grande Onda la label der Piotta. I componenti sono Naima Faraò alla voce, Jacopo Boschi alla chitarra, Luca Bologna al basso, Nico Roccamo alla batteria, Luca Specchio al sassofono e Dj Agly ai piatti. Una formazione “analogica”, di questo tipo permette di dare colori e sfumature ad una musica che parte da una matrice black ma si dirama in mille rivoli differenti: Hip-Hop/Soul/Raggae/Funk/Trip-Hop/etc. I punti di riferimento, se proprio vogliamo, sono i The Roots e BadBadNotGood.

Love Manifesto è un album caleidoscopico, variegato e multiforme. 13 tracce per un totale di un’oretta di musica, contornata da ospiti importanti come Tormento, e che ve lo dico a fare?, e M1 dei Dead Prez (i Dead Prez, non so se ci spieghiamo!). Filo conduttore di tutti i pezzi sono la voce calda di Naima e l’elegante  soffio del sassofono. Questo collante raffinato e sensuale accomuna tracce più da Hip-Hop newyorkese stile nineties come Effetto Collaterale (feat. Musteeno) e The Plot, momenti più sincopati come Over The Words e Intoxicated e le atmosfere più morbide di Home e A New Down.

Se non vi piace il genere, mi spiace per voi. Ma se siete degli appassionati sicuramente dovete dargli un ascolto. Se poi vi capita che passino dalla vostra città, andateli a sentire. Obbligatoriamente. Perchè dal vivo infiammano il pubblico e vi costringeranno a muovere il bacino.

Lesterio Scoppi