Cristiano Crisci, in arte Clap! Clap!, appartiene alla “nuova scuola” di elettronica italiana. Assieme ai suoi amici Go Dugong, Populous, Dj Khaleb, seguiti a ruota da gente tipo Milangeles, Prp, Ckrono e Bruno Belissimo, sta portando avanti un sound originale. Una nuova onda della “Italo Disco” più fresca del coccobello. Che niente ha a che fare con la versione tamarra e caciarona a cui ci avevano abituati dagli anni ’80 in avanti.

Immaginatevi Giorgio Moroder dopo un ipotetico esilio di 7 anni in Tibet e capirete ciò di cui stiamo parlando.O forse no. Per capirlo bisognerebbe ascoltare l’ultimo lavoro del dj fiorentino in questione: “DIG! DELVE! DAMN!”. Una sorta di viaggio nell’etnomulticulturalismo musicale che unisce le tradizioni di paesi come Libia, India, Bali e Suriname a influenze jazz, chill out, bass music e house.

Per relizzare la sua ultima fatica, Clap! Clap! ha avuto libero accesso al Tropenmuseum di Amsterdam. Letteralmente “museo dei tropici”, è un luogo dedicato alla cultura, all’arte e all’economia delle ex-colonie olandesi (Indonesia, Suriname e Antille Olandesi) e di altri paesi dell’area tropicale e sub-tropicale. Se, come molti pensano, la musica plasma il modo di esprimersi di una cultura, non c’è dubbio che il primo mondo multietnico e meticcio di oggi non abbia veicolo espressivo migliore di quello sintetizzato qui sopra.

Parodiando Rovazzi, Clap! Clap! potrebbe venire in tangenziale a Milano a comandare in groppa a un armadillo. E il cerchio si chiuderebbe.

Lesterio Scoppi