Lugano, 2 marzo 2018

Cosmo è fragile, e della sua fragilità canta. Cosmo è forte, e sulla sua forza balla. Cosmo è Marco, e su di sé ha costruito un progetto musicale incredibile. Marzo comincia con un concerto frizzante: Cosmo arriva da un universo parallelo, il Cosmotronic, e racconta il suo viaggio, al Foce di Lugano, lo spazio concerti anima della musica indie nella Svizzera italiana. La sala è piena e tutti sanno che non staranno lì, fermi a guardare. Qualcuno già spintona per farsi spazio fra la gente, guadagnarsi la sua piccola piazza per ballare.

Si spengono le luci, si accende una voce: «Vorrei raccontare la verità, non fare danni, vorrei stiracchiarmi, ripensarmi. Vorrei cantare bene al primo colpo, vorrei scrivere una canzone in un minuto. Fare tutto in un unico concerto». Ed è qui, in questo concerto che farà tutto.

È Marco il primo a cominciare a ballare, che non resiste al suono cosmico che sta per travolgere il Foce. Il sintetizzatore lo accompagna, la cassa squarcia il suono. È un trio quello che si presenta sul palco: al centro il re, Cosmo, che governa la musica attraverso il sintetizzatore, alla sua destra e sinistra due casse, i suoi cavalieri. E allora il regno può iniziare. Per più di un ora il Cosmotronic invade il Foce senza sosta, qualche pausa per un cambio d’abiti fermano lo spettacolo, ma la musica non si ferma mai.

A metà del concerto cala il silenzio, la musica si fa debole, il buio avvolge palco e pubblico. È Cosmo a chiedere di fare silenzio, per riflettere, per pensare. Perché tutti «lascino fuori quello che sono. Qui dentro, qui al concerto, siamo tutti uguali; problemi, scadenze, impegni, non vale più un cazzo». E allora il Foce chiude gli occhi, si ferma per qualche minuto in un limbo di pace. Poi però come un tuono, ricomincia la musica.

È mezzanotte, sono passate più di due ore. Quando tutti stanno per pensare sia tutto finito, il re invita i sudditi sul palco. «Guardate che è grande questo palco, ci stiamo tutti…», e allora chi riesce scavalca i gradini e corre a ballare, cantare e urlare sul palco, assieme a Cosmo, assieme a tutti. Finisce il concerto, ma ci tiene a precisare che potrà finire la serata, ma la musica continuerà, sempre. In fondo è giusto credergli, ha mantenuto la promessa: ha fatto in un solo concerto.

Alessandro Benedetti