La storia di Danile Luppi è la storia di un emigrante, la vicenda di un artista che per poter guadagnarsi il pane col proprio lavoro ha dovuto lasciare la sua terra natia (Padova) e trasferirsi prima a Roma e poi a Los Angeles. Oltreoceano ha trovato la fortuna che cercava: ha composto le colonne sonore per diversi film e serie tv, è stato nominato due volte agli Emmy Awards, oltre ad aver collaborato con artisti del calibro di Gnarls Barkley, John Legend, Red Hot Chili Peppers e Dave Gahan (tra gli altri).

Nonostante ciò, il nostro Daniele ha continuato a sentire nostalgia della patria, oltre che della musica, che si è lasciato alle spalle. Per provare a colmare questo vuoto nel 2011 ha pubblicato “Rome”, realizzato a quattro mani con l’aiuto dell’onnipresente Danger Mouse. Album ispirato alle colonne sonore degli spaghetti western, quelle composte dai vari Morricone, Piccione e Umiliani; una sorta di ode alla Cinecittà che fu. Progetto a cui hanno preso parte anche Alessandro Alessandroni (chitarrista nella colonna sonora de “Il buono, il brutto e il cattivo”, tanto per dire) Norah Jones e Jack White. Inutile spiegarvi la validità del progetto, addirittura una delle canzoni è stata inserita nella colonna sonora di “Breaking Bad”.

L’ultimo capitolo della storia è stato pubblicato lo scorso ottobre e prende il nome di “Milano”: un sincero omaggio alla vita notturna della città meneghina, nella sua versione più festaiola e decadente. Il capoluogo lombardo viene rappresentato nottetempo, illuminato da luci al neon dai colori sgargianti e popolato da palazzinari in completo Armani, soubrette vestite di pailettes, paninari e punx. Craxi, l’Amaro Ramazzoti e Burghy, in sintesi. Raffinata dedica agli anni ’80 un po’ disco-dance e un po’ new wave.

Perdoniamo a Luppi l’ovvietà del soggetto, oltre che per la sua brillante carriera, anche per i comprimari di ottimo livello che si è scelto: i Parquet Courts e Karen O (voce degli Yeah Yeah Yeahs). Personaggi molto diversi tra loro, ma di levatura tale che renderebbero degna di nota pure la cover di Wake Me Up Before You Go Go degli Wham!

Soul and Cigarettes, pezzo che apre l’album, è la locomotiva del treno che ci conduce a Milano. Osserviamo le periferie dal finestrino del vagone mentre Andrew Savage ci canta di Alda Merini e del dolore che si nasconde anche tra le pieghe di una città tanto scintillante. Si aprono le porte e alla fermata sale Karen O nei panni di Talisa; il ritmo diventa frenetico, aumentano i battiti del cuore e i bassi si fanno martellanti. La voce sexy e ammiccante ci sussurra all’orecchio ciò che in realtà non possiamo avere, lasciandoci sbigottiti. Benvenuti nella giungla.

Mount Napoleon si trasforma nella fifth avenue e si cammina tra le vetrine e le ville storiche a braccetto coi Velvet Underground. Continuiamo a passeggiare passando tra Piazza della Scala, Brera fino a giungere a Lanza. Incontrando nel tragitto i personaggi più disparati, dai Siouxsie and the Banshees passando per Alberto Camerini e i Talkin Heads, fino ad arrivare a Donatella Rettore.

Una sorta di ritorno al futuro a bordo di una Innocenti (al posto della classica Delorean). Permettetemi una previsione: sarà l’album più sottovalutato del 2017, almeno da queste parti.

Lesterio Scoppi