Milano, 5 luglio 2018

Immaginate una bella serata estiva, un giovedì senza troppe pretese prima del weekend, uno spazio all’aperto immerso in un bosco alle porte di Milano, come il Circolo Magnolia, e un concerto, quello dei Godspeed You! Black Emperor.

Bene, se non avete mai avuto il piacere di vedere questo gruppo dal vivo, probabilmente non potrete capire appieno a cosa mi stia riferendo. Sono le 21.45 e poco alla volta i GY!BE salgono sul palco davanti a qualche centinaio di persone tra le luci soffuse. Sinceramente, non essendo mai entrati nel circuito mainstream, mi sarei aspettato meno affluenza, ma col tempo la band canadese è riuscita a conquistare moltissimi fan in tutto il mondo.

Il collettivo post-rock si dispone a semicerchio, con una formazione composta da otto musicisti. Le note di apertura sono quelle del violino e del contrabbasso alle quali si uniscono tre chitarre, il basso e le due batterie in un crescendo continuo che prende per mano l’ascoltatore e lo introduce a piccoli passi in una nuova dimensione sensoriale. Dietro di loro, tra immagini astratte, si staglia la scritta “hope”.

Segue Mladic, pezzo potente, cupo e violento, che introduce all’esecuzione di tutti i brani dell’ultimo album, “Luciferian Tower”, seppur non riprodotti nella stessa sequenza del disco. Il risultato è un medley molto curato, nel quale non mancano variazioni dal tema originale e improvvisazioni in cui è impossibile non abbandonarsi, perdersi e ritrovarsi, continuando a sentirsi sempre trascinati da una connessione emotiva con tutto quello che ci circonda.

La sinergia del collettivo esalta le sonorità che si mescolano in un unico fluido e formano una bolla intorno all’ascoltatore, nella quale non mancano assoli ipnotici e visionari. Le immagini retrostanti sono vivide e taglienti, scandite dal ritmo sempre più intenso, e contrastano con le luci fioche che illuminano il palco. L’esperienza è travolgente ma mai aggressiva, penetrante ma non invasiva.

In Fam/Famine la scena viene rubata dalla sfuriata del sassofono, che si rende protagonista con un freestyle jazz immerso in un’armoniosa babele. Il pubblico è entusiasta e, tornato alla realtà, si prodiga in un lungo applauso; fino a quando i GY!BE decidono di regalare ai loro fan un brano incluso nel loro disco d’esordio, nonché uno dei lori brani più belli: The Sad Mafioso. Un pezzo struggente che sfocia in un crescendo vorticoso e travolgente che lascia tutti in estasi. A concludere, dopo quasi due ore, un lungo e graffiante drone.

Non è un genere al quale ci si avvicina facilmente se non si è già bendisposti e ognuno potrà averne la propria interpretazione, ma l’effetto che ne scaturisce è di pura armonia. I Godspeed You! Black Emperor sono riusciti ancora una volta ad avvolgere e stravolgere tutti, stimolando il pubblico con un’esperienza sensoriale che difficilmente ritroverà in altri concerti.

Stefano Sordoni

 

SETLIST: Hope Drone, Mladic, Bosses Hang, Anthem For No State, Fam/Famine, Undoing A Luciferian Towers, The Sad Mafioso