I Godspeed You! Black Emperor sono un gruppo post-rock canadese che da vent’anni racconta la contemporaneità in maniera cruda e distaccata. Certo che se sei nato e cresciuto in uno degli stati più ricchi e più progrediti del mondo, non hai paura di guardare glia altri dall’alto al basso. È quello che fanno i GY!BE, e lo fanno dannatamente bene.

In “Luciferian Towers” la band parla di un mondo occidentale che ha bisogno di ritrovarsi, una necessaria presa di coscienza e l’insurrezione che ne segue. Non è un caso che questo messaggio arrivi da una band che è da sempre divisa tra due mondi. Un suono che oscilla dalla presa diretta alle distorsioni elettroniche delle chitarre.

L’idea della band è esposta in maniera chiara e lineare. Quest’ultimo lavoro è anche quello più coeso. La via indicata è suddivisa in quelle che possono essere considerate le quattro macro-tracce che compongono il disco. Undoing a Luciferian Towers e Bosses Hang sono solo i primi passi di questo progetto. Distruggere i palazzi del potere, i grattacieli delle grandi compagnie e di tutte quelle istituzioni che tengono in piedi il sistema. La colonna sonora della presa di coscienza è fatta di suoni riverberati, che arrivano da lontano e montano in un crescendo legato in un flusso sempre più impetuoso. Le trombe, le cornamuse, il ritmo dei tamburi di guerra sottolineano il risveglio di una società che si trova a fronteggiare la propria desolazione.

Fam/Famine è il momento di apice del disco e di questa immaginaria rivoluzione. I suoni esplodono in tutta la loro violenza. La via che si è scelta è quella di distruggere tutto, allora bisogna farlo in fretta e con tutte le proprie forze. Gli archi si alzano al di sopra delle chitarre che ricalcano la melodia di Undoing a Luciferian Towers dando continuità alla narrazione.

Si arriva così ad Anthem for No State. Il mondo riparte da zero. Non esistono nazioni, non esistono centri di potere, le torri sono state abbattute. L’inno risuona pesante su un paesaggio post-apocalitticco. Rimane solo un tappeto sonoro di distorsioni, rumorismi e suoni artificiali che comunque si legano a una parte melodica più organica. Sta all’ascoltatore decidere se vederci un messaggio disperato o la forza di una vita che continua nonostante tutto.

“Luciferian Towers” è un disco che vuole smuovere la coscienza di chi lo ascolta. È un progetto ambizioso che può permettersi solo una band da vent’anni presente sulla scena. I Godspeed You! Black Emperor sono tra i pochi a potersi permettere qualcosa di questo tipo e sicuramente tra i pochissimi a poter dire di averlo fatto nel migliore dei modi. Il risultato è un album tra i più coerenti dei canadesi, una storia fatta di suoni, chitarre e droni.

Simone Casarola (@simocasarola)