23 Novembre – Circolo Ohibò, Milano

Siamo nel bel mezzo della Milano Music Week. La città offre un sacco di eventi, workshop e attività interessanti. Tra quelle del giovedì a cogliere la mia attenzione è l’esibizione degli IISO al Circolo Ohibò di Milano.

Gli IISO sono un duo di musicisti comaschi che offrono un’esperienza musicale come poche altre, in grado di permettere a chi assiste di immergersi completamente nell’immaginario degli artisti. Questo grazie alla forma (è il caso di dirlo) della loro performance.
Luca Tommasoni – sound designer e compositore – e Roberto Tagliabue – parti ritmiche e percussioni – si presentano sul palco celati da un cubo che è il vero e proprio protagonista dello show. Oltre alla parte musicale gli IISO permettono anche un’esperienza visiva questo grazie alle visual proiettate sul cubo frutto del lavoro dei ragazzi di Antimateria.

Andiamo con ordine però. Ad aprire il live ci sono i Krang. Anche loro in due, percussioni e voce, e anche loro comaschi. Le atmosfere sono sempre quelle di un’elettronica soft, frutto dell’utilizzo di una batteria per metà analogica e della voce filtrata (forse anche troppo) da una catena di effetti e distorsioni. L’opening act perfetto per immergersi nelle atmosfere eteree del gruppo principale.
Quando i Krang lasciano il palco le luci della sala si spengono e cala un silenzio carico di attese.

Una prima scintilla di luce compare nel buio, poi una seconda e poi via così fino a quando prende forma la scritta IISO. È un primo lampo di luce quello che accompagna l’attacco della batteria. La voce e le atmosfere elettroniche si innalzano subito dopo fondendo immagini e suoni in una sola cosa. Il pubblico in sala è rapito, completamente assorbito nella dimensione spazio e tempo creata dalla band.

Gioca tanto con effetti e riverberi la voce di Luca, che però non è mai tanto modificata da non lasciare intuire la genuina qualità del canto. Da conto suo Roberto è perfetto nell’alternare suoni analogici e digitali in un’unica performance ritmica.

Luci, suoni, echi. Tutto quanto è calcolato eppure riesce a risultare naturale grazie all’utilizzo di suoni analogici e melodie. Gli IISO mettono in piedi uno show che riesce a trasportare il pubblico lontano dall’Ohibò, in una nuova dimensione di cui loro gestiscono tempo e dimensioni.

Ho fatto la scelta giusta.

Scaletta:
Over My Soul
Out
Seas
Your Fight
Skip Septemer
What Walt

Simone Casarola (@simocasarola)