Ciao, sono Tum, ho 36 anni e gestisco indie-zone.it da tantissimo tempo. La mia è una passione che non potrei portare avanti senza tutti i ragazzi e le ragazze che mi aiutano. Non guadagno con il sito, mi diverto. Ho la casa invasa da promo e la mail intasata da inviti ai concerti. Ogni domenica scrivo una lista di concerti da seguire a Milano e da poco anche a Roma. In un certo qual modo credo di contribuire alla “causa”. Poi mi capita di leggere questa intervista a tale Colombre, all’anagrafe Giovanni Imparato e trovarmi sospeso tra fastidio e l’imbarazzo. Il fastidio di sapere che due nostri collaboratori hanno preparato con serietà un’intervista, ascoltando attentamente un disco e si sono sentiti presi in giro da risposte imbarazzanti al limite del nonsense. L’imbarazzo è una conseguenza naturale  di questo atteggiamento in stile Bobbe Dilan de noatri. Che poi questo “Fonzie” con il parrucchino da Playmobil citi Dino Buzzati potrebbe davvero essere un crimine contro l’umanità. Mi limiterò a rispolverare un Harry Rollins d’annata immedesimandosi in un fonico ma il discorso può essere esteso a chiunque graviti intorno alla promozione di un artista/disagiato di provincia che si spaccia per tale. Buona lettura e ps. fai qualcosa per i tuoi capelli. “Ascolta il direttore di palco e sali sul palco solo quando te lo dicono. Nessuno ha tempo per le tue stronzate da rockstar. Non importa a nessuno dei tecnici di backstage se sei David Bowie o il lattaio. Quando ti comporti come un coglione, sono completamente disinteressati dal tuo atteggiamento infantile che tu pensi sia giustificato dal tuo “essere artista”. Loro erano lì molte ore prima di te per costruire il palco, e saranno lì ore dopo che lo avrai lasciato per smontarlo. Loro dovrebbero avere il tuo stipendio, e tu dovresti avere il loro.”

Nella foto che fa da cover album ci sei tu che ti mangiucchi le dita, un gesto molto introverso. Quindi sei un timidone? SOLO QUANDO MI MANGIO LE UNGHIE

Il tuo nome d’arte è Colombre, come il mostro marino di Dino Buzzati. E in TSO c’è un riferimento ad Icaro e al labirinto. C’è un’altra creatura del mare o una figura mitologica che ti affascina particolarmente? IL DAIMON ALASTOR, IL DEMONE CHE NON DIMENTICA

Come definiresti “Pulviscolo” in una sola parola e perché? UNA PAROLA? IL VERBO APPOGGIARE PERCHÉ È SILENZIOSO DELICATO E NONCURANTE

Da che cosa è dettata la scelta di ambientare il video di “Blatte” in un ristorante cinese? C’è un filo conduttore tra l’argomento del brano e la scelta della location? LE FORCHETTE ARGENTATE E APPUNTITE

Ci permettiamo un parallelismo. “Solo a pensarti ho il vomito” sta a te come “Every time I think of you I puke” sta ad Eminem (nel brano “Puke”). Coincidenze o citazione? DIREI COINCIDENZE, NON CONOSCO QUESTO PEZZO DI M&m’s

In “Pulviscolo” ci sono brani come “Dimmi Tu” in cui il groove la fa da padrone: crediamo sia una scelta coraggiosa fondere il pop contemporaneo con le sonorità funk. In che modo il mondo della black music ha influenzato la realizzazione dell’album? VUOI SAPERLO IN MODO PRECISO?

Che tipo di rapporto sei solito instaurare con i tuoi alunni durante le tue lezioni? Sei più un prof da bacchettate sulle mani oppure sei il tipico bonaccione amato dagli allievi? NESSUNO DEI DUE. FONDO IL RAPPORTO SULLA STIMA RECIPROCA E SULLA FIDUCIA NEGLI ALTRI

Scrivi in Sveglia “fottetevi voi e tutto il mondo con la terra nella bocca” e in Pulviscolo “la polvere che ho masticato, ho ancora tra i denti i pulviscoli”. Notiamo un certo contrasto tra le musiche apparentemente soavi e versi decisamente taglienti. Dicci la verità, quanta voglia ha Colombre di far mangiare polvere agli altri?

NON MI INTERESSA, DI SICURO CONOSCO BENE L’ODORE DELLA BENZINA DI CHI TI STA DAVANTI

Intro di Tum Vecchio

Domande di Marilena Carbone e Gianvito de Ceglia