La Notte è una band nata a Firenze. Il loro omonimo disco d’esordio, uscito l’8 dicembre 2015, con la produzione artistica di Karim Qqru (The Zen Circus), registrato e mixato da Manuele Fusaroli, viene candidato al premio Tenco come miglior Opera Prima 2016 raccogliendo favori di pubblico e critica. Il tour promozionale dell’album colleziona 30 date dal Nord al Sud Italia ed aperture ad artisti come Ministri, Calcutta e Ghemon. Dopo quasi due anni di lavoro, esce il secondo disco, “Volevo fare bene”, con la produzione di Andrea Marmorini, in uscita per Woodworm Label /Audioglobe/The Orchard. Ed è proprio di “Volevo stare bene” che parleremo, l’ultimo disco che sfida il successo dell’album precedente per confermare e rilanciare il talento del quintetto toscano. Dieci tracce, cinque artisti, un tour, diciotto tappe: questi i numeri de La Notte. A risponderci è il leader Yuri Salihi.

A cura di Alessandro Benedetti e Paolo Ferrari

 

Domanda scontata, ma inevitabile: perché La Notte?

Ci piace l’immaginario che si porta dietro questo nome. La notte è il nostro momento preferito della giornata e non abbiamo avuto paura di chiamare così il nostro gruppo, ci sentiamo delle persone un po’ notturne.

Dove nasce la scelta della copertina dell’album e cosa racconta della storia che accompagna il disco?

L’artwork del disco è stato realizzato da Giulio Noccesi, nostro caro amico che ha lavorato anche al primo disco. Ci piaceva l’idea di rappresentare queste strane persone con costume e cuffia in varie situazioni differenti, tutte situazioni che rappresentano i rapporti umani. Questo va di pari passo con le tematiche del disco.

Il primo disco, “La Notte”, è stato un esordio che ha conciso con un successo acclamato. Quanta era la paura di steccare la seconda?

Nessuna paura, abbiamo iniziato a fare i dischi a 17 anni. Ci siamo messi in gioco subito. Penso che oggi gli artisti abbiano troppa paura e facciano troppi calcoli. Questo sta ammazzando la potenza espressiva dell’arte.

Questo secondo lavoro appare sostanzialmente diverso rispetto all’esordio, sia nelle tematiche (decisamente più introspettivo) che nelle sonorità (più indie-pop che rock). Perché questo cambio di rotta?

La musica, come la scrittura, se sono sincere sono mutabili in base al presente dell’artista e di ciò che vive. Come già detto eravamo molto giovani al primo disco, suonavamo cosa ci piaceva senza fare molti calcoli. Crescendo cambiano gli ascolti, cambiano i pensieri e questo si riflette nella musica.

«Non sono capace di dare risposte di nessun tipo, racconto solo di me stesso, di ciò che penso, di ciò che mi circonda, di ciò che mi succede nella quotidianità». Lo dici quasi come se fosse scontato, quando per molti non lo è. Domanda marzulliana: è più facile raccontare o raccontarsi?

Per quanto mi riguarda è più facile raccontarsi, anche se racconto spesso di ciò che mi circonda. Mi piacciono le persone e gli artisti che espongono e si mettono a nudo davanti alla comunità, credo che siano figure da tutelare: purtroppo oggi nella musica italiana vedo tanta superficialità di concetti. Gli artisti hanno un grande potere in mano, ognuno lo usa come pensa sia più giusto.

Dici ancora: «Io volevo fare bene per me, per noi. Ma l’ho fatto? Ho fatto bene o ho sbagliato qualcosa?». Ti sei già dato delle risposte a queste domande?

È una domanda che uso come stimolo per migliorare. Penso che la vita debba avere degli obbiettivi, questo è uno dei miei. Scrivendo queste cose semplicemente spero di suscitare qualcosa dentro le altre persone. Per me questa è l’arte.

Raccontaci del vostro tour. Come sta andando? Che risposta avete avuto dal vostro vecchio e nuovo pubblico? Avete guadagnato consensi?

Il tour sta andando bene, stiamo facendo tanti concerti, conoscendo molte persone che amano il nostro progetto e la nostra musica. Questo per noi è fondamentale. Se non c’è scambio, tutto muore.

In molte date avete aperto agli Zen Circus. Sappiamo che il vostro primo album era stato prodotto proprio da Karim. Com’è nata la vostra collaborazione? Quanto è d’ispirazione?

Gli Zen dovrebbero essere un esempio di determinazione, costanza e forza per tutte le persone in tutti gli ambiti della vita. Non hanno mai mollato e adesso hanno avuto ciò che si meritano, probabilmente sono i migliori della scena italiana.

Ciao e grazie per l’intervista!

 

LE PROSSIME DATE DEL TOUR:

11 Luglio Pescara TERRASOUND w Motta
12 Luglio Montefiascone (VT) A Tuscia BIRRA
13 Luglio Alba CN TANAro Libera Tutti 2018 – #proudlysuburban in collaborazione con Sotto il cielo di Fred14 Luglio Gaeta LT Musica in Fermento
21 Luglio Sansepolcro AR Kilowatt Festival
22 Luglio Mira VE Mira On Air Festivalin collaborazione con Sotto il cielo di Fred
26 Luglio Arcugnano VI Perarock 2018 il festival fuori porta w Giorgio Canali
27 Luglio Livorno Could Be a Fest Fortezza Vecchia

03 Agosto Sabaudia LT Musica in Fermento
11 Agosto Baciami Festival Calafuria (LI)
17 Agosto Marotta PU MAF Marotta Acustica Festival in collaborazione con Sotto il cielo di Fred
23 Agosto Amelia TR ArtFall Amelia
24 Agosto Vinadio CN Balla Coi Cinghiali 2018 in collaborazione con Sotto il cielo di Fred