La ventitreesima edizione del MEI, Meeting degli Indipendenti – tre giorni dedicati alla musica – che si è svolta nella cittadina romagnola di Faenza, è giunta al termine.
Gli eventi si sono distribuiti tra le strade del centro storico, Piazza del Popolo, il Teatro Masini, la Galleria della Molinella, il Palazzo Laderchi, Piazzale Pancrazi e tanti altri luoghi suggestivi e perfetti per accogliere esibizioni live e talk sullo stato della musica in Italia.

Sabato 30 settembre, dalle 14.00, ha avuto inizio il Forum del Giornalismo Musicale ideato da Giordano Sangiorgi, con la collaborazione di Enrico Deregibus, che ha visto diversi esponenti del settore incontrarsi e confrontarsi presso il Palazzo Comunale, prima di tutto con due ospiti internazionali appartenenti all’associazione mondiale dei discografici indipendenti, WIN, e con il distributore digitale Jamendo. Durante il pomeriggio sono state consegnate le Targhe Mei Musicletter, dedicate al giornalismo musicale sul web. A vincere il premio come “miglior sito” collettivo e più influente è stato Rockol; Federico Guglielmi ha vinto per il “Miglior blog personale con L’ultima Thule e infine il premio per il “Miglior ufficio stampa” è andato a Big Time.

Girovagando per la città sotto un caldo sole autunnale era possibile imbattersi in diverse esibizioni del MEIC, organizzata dai romani di Spaghetti Unplugged con esibizioni open mic di artisti emergenti, e in reading di poesie, tra cui quello, con accompagnamento acustico, del libro Canzoni quasi d’amore di Francesco Carruba. Il giovane poeta ha saputo catturare la mia attenzione con i suoi versi ispirati ad esperienze fin troppo familiari a quelli della mia generazione: dal primo colloquio, ad un amore non corrisposto, a momenti di sconforto e rassegnazione, a momenti di piena felicità, e così via, con poesie dal titolo: Generazione, Io non c’ero, Colloquio e Piacevole Catastrofe. Ho trovato l’iniziativa #IndependentPoetry, alla sua prima edizione, molto interessante: l’idea di combinare musica e poesia in un contesto diverso da uno più canonico e formale, come potrebbe essere quello di una libreria, credo sia un format da riproporre anche in altre situazioni.

E mi ha ricordato vagamente il concerto di apertura del Carroponte di Dente con ospite il poeta Guido Catalano. Credo che la combinazione musica-poesia non possa che servire a rendere più accessibile un genere letterario che spesso viene guardato con circospezione. Non poteva mancare però l’omaggio agli Skiantos per i loro 40 anni di carriera (più tardi si sono esibiti in Piazza del Popolo per festeggiare questo importante traguardo).

Quando finalmente è arrivato il momento che amo di più della giornata, quello dell’aperitivo, ho avuto modo di dare un’occhiata ai libri sulla musica in esposizione accanto al palco principale in Piazza e godermi qualche live dei gruppi che, uno dietro l’altro, si sono esibiti sul Palco Corona Cocktail Plaza. Alcuni mi hanno distolto dal mio spritz, altri però mi hanno costretto a prenderne un altro.

Brunori live al Mei

Ma l’appuntamento che ho atteso per tutta la sera era l’esibizione di Brunori Sas. Dopo 4 ore circa passate all’interno del (bellissimo) Teatro Masini, il cantautore calabrese ha ritirato i premi ricevuti come miglior artista indipendente dell’anno, il PIMI , e il PIVI per il miglior videoclip con La Verità. Stavolta sul palco senza band, ha saputo dimostrare, grazie alla sua solita bravura, simpatia, dolcezza, ironia e capacità di coinvolgere il suo pubblico, di meritare davvero questi premi. L’ appuntamento in teatro è stato anche l’occasione per riunire gli artisti vincitori di diversi premi facenti parte della Rete dei Festival, tra cui i Blindur, i Tamuna, i Pupi di Surfaro, Sighanda e tanti altri; a vincere il Premio dei Premi è stata la cantautrice bolognese Roberta Giallo. A seguire ci sono state le esibizioni di Daniele Isola, Gianluca Secco, Leo Folgori e Braschi. Il tutto è stato immortalato su tela grazie al live painting di Andrea Spinelli.

Questo sabato del MEI si è concluso con l’ascolto degli ultimi pezzi del super concerto degli Skiantos e i vari ospiti e un’ultima capatina al Palco Corona Cocktail Plaza. Unico rimpianto quello di non aver fatto tappa finale presso La Sghisa, storico live club immancabile per ogni frequentatore del MEI.

Nell’ultima giornata, a partire dalla mattina, si sono svolti gli incontri di approfondimento tenuti da Luca Dondoni (“La comunicazione nella musica”), Fabrizio Galassi (“Giornalismo digitale, mobile e personal branding”), Vincenzo Martorella (“Elementi di scrittura critica”) e Federico Guglielmi (“Giornalismo musicale: professione, o solo hobby?”). Particolarmente interessanti gli ultimi due incontri e la definizione di Martorella del critico musicale come “ascoltatore professionista”. Prima di ripartire per Milano però ho potuto ammirare la mostra Rock Highlights Exhibition, con le magnifiche foto di Danilo D’Auria (fotografo ufficiale del MEI 2017) ad artisti come Chester Bennington o i Kaiser Chiefs durante i loro concerti, ascoltare ancora i primi live della giornata al Palco Corona e in Piazza del Popolo e veder passare i partecipanti alla finale del MEI Superstage, tra cui Black Snake Moan, il quale ne è uscito vincitore.
Mi è dispiaciuto non poter assistere ad alcune esibizioni in quanto contemporanee ad altre e di non vedere altri stand di etichette indipendenti che sarebbero potuti essere utili agli artisti emergenti. O eventualmente ad aspiranti “ascoltatori professionisti” come me, con la voglia di conoscere meglio il settore musicale e le varie opportunità.
Nel complesso però è stata un’esperienza molto positiva e sicuramente ciò che porterò con me di questo MEI è la consapevolezza di quanto la musica sia importante e il desiderio di partecipare ad altre eventi analoghi. I prossimi appuntamenti? La Music Week dal 20 al 26 novembre a Milano e il MEIIlennials – I Premi degli Indipendenti per i Giovani Autoprodotti che si svolgerà al Monk di Roma dal 21 al 23 dicembre.

A cura di Mariangela Santella