Nuovo Ep per la band di Detroit capitanata da Joe Casey, a un anno dall’uscita di “Relatives in Descent”. La formula dei Protomartyr è ormai sperimentata e non dà segni di cedimento, anche perché più che un codice algebrico è qualcosa di non studiato, ma di cariche emotive che secernono direttamente dalla pelle e dall’intimità più spirituali. Agitazioni cupe, rabbiose, per un’atmosfera post punk che infetta, contagiosa già dal primo ascolto.

Wait è una bomba a orologeria punk pronta ad esplodere scura e senza pietà. Same Face in a different Mirror è ancora una denuncia ansiosa e soffocante alla società del business capitalistico, che si chiude con un (qualcosa che è, nel loro fatalismo da giorno del giudizio) un inno all’amore come ancora di salvezza.

Wheel of Fortune, che vede la partecipazione di Kelley Deal dei The Breeders nel chorus (I decide who lives and who dies) ha toni inquieti, minacciosi, spietati, apocalittici, e si autocandida ad essere uno dei pezzi migliori di tutta la loro produzione per spessore ed intensità. Kelley Deal che partecipa anche alla quarta ed ultima traccia, You Always Win: se tutto l’Ep ci lascia con l’animo di allarme come se questo fosse pronto a detonare, il finale invece vede la rabbia sfumare in un’aura di rassegnazione, di sconfitta imminente.

“Consolation”, titolo dell’Ep, trova adesso la sua collocazione: inerme, Casey cerca un’ultima disperata via d’uscita al collasso dei valori sociali ed umani che si sta materializzando di fronte ai propri occhi. Se avevamo dubbi su chi avrebbe mai raccolto l’eredità di Mark E. Smith, questo lavoro ci dovrebbe dare un ulteriore grosso spunto di riflessione.

Anban