login automatico
> recupero password > registrati

 
> 30/07/2010
Oggi al Via Frequenze Disturbate

> 30/07/2010
Carl Barat in Italia

> 30/07/2010
Kate Nash al Tunnel di Milano a Settembre

> 30/07/2010
Lettera di Fuoco 'Gozzi lascia Spazio211i'

> 27/07/2010
Greg Dulli Tour Europeo

 

 

 
> ricerca utenti
Utenti random
LucyInTheSky82 28 anni (Estero)
About me:

Musica: bri pop

Libri:

Creative Commons License
Indie-zone by Indie-zone.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.indie-zone.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at www.indie-zone.it.

 

 
 
 
 
MU - s/t
 

Anno: 2009
Label: Autoprodotto

Tracklist:
01: L’atomica nel pozzo
02: Mostro
03: Nastro isolante
04: Mulo
05: Tu
06: Mio fratello inferno
07: Omm
08: E’ successo qualcosa
09: Chetamina



   

Mu: One Man Band milanese. Scrive lui i suoi propri testi, li canta, compone le musiche, produce il suono e, infine, idea e realizza il suo progetto grafico. Il tutto nella sua cameretta. La stampa e la distribuzione dell’album sono invece affidate a Motherfuckart; un interessante collettivo che promuove arte contemporanea di ogni genere e specie. Il lavoro prende il nome dal suo autore, proprio per identificarne la paternità travagliata e sofferta come ogni opera prima che si rispetti. Le canzoni sono nove, tutte differenti tra loro. I testi generano immagini e immaginari post-apocalittici, desolanti e depressi. Nella scrittura si sente la stralunata l’influenza de Le Luci (che a mio parere si ripercuoterà sempre più il cantautorato italiano da qui a venire) e di un altro gruppo milanese: gli Afterhours (penso che anche Mu utilizzi la tecnica del Cut Up; già di Borroughs prima che degli After). Nelle liriche si possono ritrovare metafore geniali e altri buoni spunti, ma alla lunga risultano stucchevoli o, comunque, suonano un po’artefatte. Le influenze musicali sono le più disparate si parte dal Country-Blues arrivando al Rap, passando per l’R’n’B, il tutto tenuto insieme dal collante del Low-Fi di Beckiana memoria (“Mio Fratello Inferno” è lo scimmiottamento di “Loser”). Le canzoni migliori sono i lenti, in cui il cantato assomiglia molto a quello dei La Crus. In particolare la mia canzone preferita è “Il mio difetto migliore”. La più riuscita dell’album in quanto testo, musica e canto risultano perfettamente amalgamati e mantengono un alto livello per tutta la durata del pezzo; senza cadute di tono. Quest’ultimo è il principale difetto dell’album; che risulta pieno di idee e ottimi spunti, ma che rimangono tali; raramente arrivano a concretizzarsi in una canzone con un capo e una coda. Idee di valore si mischiano a grosse ingenuità. Di carne al fuoco ce n’è tanta; probabilmente anche troppa. Sicuramente, per essere un opera prima, può far auspicare a uno sviluppo più maturo e focalizzato. Attendiamo con piacere interessanti sviluppi.

   
 
Ema 'Wolly' Lanosa

 


 
 
Commento
 
 
 
Ultimi commenti
anonimo
10/11/2009 1.56.10

per non parlare di "Omm"
anonimo
10/11/2009 1.10.00

il mio difetto migliore?
non c'è nessuna canzone con quel titolo
Pagina 1 di 1
 
vai a pag 1

   

 


Indiezone su Facebook!