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MU - s/t
 

Anno: 2009
Label: Autoprodotto

Tracklist:
01: L’atomica nel pozzo
02: Mostro
03: Nastro isolante
04: Mulo
05: Tu
06: Mio fratello inferno
07: Omm
08: E’ successo qualcosa
09: Chetamina



   

Mu: One Man Band milanese. Scrive lui i suoi propri testi, li canta, compone le musiche, produce il suono e, infine, idea e realizza il suo progetto grafico. Il tutto nella sua cameretta. La stampa e la distribuzione dell’album sono invece affidate a Motherfuckart; un interessante collettivo che promuove arte contemporanea di ogni genere e specie. Il lavoro prende il nome dal suo autore, proprio per identificarne la paternità travagliata e sofferta come ogni opera prima che si rispetti. Le canzoni sono nove, tutte differenti tra loro. I testi generano immagini e immaginari post-apocalittici, desolanti e depressi. Nella scrittura si sente la stralunata l’influenza de Le Luci (che a mio parere si ripercuoterà sempre più il cantautorato italiano da qui a venire) e di un altro gruppo milanese: gli Afterhours (penso che anche Mu utilizzi la tecnica del Cut Up; già di Borroughs prima che degli After). Nelle liriche si possono ritrovare metafore geniali e altri buoni spunti, ma alla lunga risultano stucchevoli o, comunque, suonano un po’artefatte. Le influenze musicali sono le più disparate si parte dal Country-Blues arrivando al Rap, passando per l’R’n’B, il tutto tenuto insieme dal collante del Low-Fi di Beckiana memoria (“Mio Fratello Inferno” è lo scimmiottamento di “Loser”). Le canzoni migliori sono i lenti, in cui il cantato assomiglia molto a quello dei La Crus. In particolare la mia canzone preferita è “Il mio difetto migliore”. La più riuscita dell’album in quanto testo, musica e canto risultano perfettamente amalgamati e mantengono un alto livello per tutta la durata del pezzo; senza cadute di tono. Quest’ultimo è il principale difetto dell’album; che risulta pieno di idee e ottimi spunti, ma che rimangono tali; raramente arrivano a concretizzarsi in una canzone con un capo e una coda. Idee di valore si mischiano a grosse ingenuità. Di carne al fuoco ce n’è tanta; probabilmente anche troppa. Sicuramente, per essere un opera prima, può far auspicare a uno sviluppo più maturo e focalizzato. Attendiamo con piacere interessanti sviluppi.

   
 
Ema 'Wolly' Lanosa

 


 
 
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10/11/2009 1.10.00

il mio difetto migliore?
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