Tracklist: 01. Skin Collision Past 02. Cake 03. It’s Health & My Own 04. Late Night Television 05. Psychic China 06. Born Blonde 07. Calendar 08. Chapter Four 09. Zylophone
Non ci si stupirebbe affatto se, confrontando le opinioni primarie destate dall'ascolto di questo disco, lo si vedesse etichettato come 'estremamente spensierato e sprigionante fiumi d'allegria'. Forte d'una spinta che il settore indie-pop negli ultimi anni fornisce, la band cavalca l'onda con questi nove pezzi. Tuttavia è un'onda che cresce d'altitudine ma che mai giunge a noi bagnanti sulla riva. Sarà anche vero che ce l'hanno messa tutta per realizzare quest'album d'esordio, utilizzando molteplici sfumature che il genere concede, dai frequenti cambi di bpm di 'Late night television' (che a mio parere potrebbe benissimo essere, assieme alla titletrack, una delle poche canzoni dell'album degna di nota), ai pacati arpeggi di 'Chapter four'. Alcune canzoni hanno un buon incipit che poi va scemando nel corso della canzone, rendendo quasi impossibile l'estrapolazione di una canzone dal contesto di un album che fa del suo leitmotiv, la pecca peggiore. Parlando invece della questione 'stile', c'è molto di rubicchiato qua e là. L'utilizzo di voce maschile femminile e maschile alternate, le sonorità talvolta acusticheggianti, mostrano una strizzata d'occhio ai fasti dei Belle & Sebastian; le chitarre, noiose e colme di sweep e palm muting nei temi, ricordano a tratti quelle di 'Wall of Arms' dei 'The Maccabees'; infine, per chi è cultore del dream pop, basterà ascoltare qualche traccia da 'Reading, Writing & Arithmetic" dei 'The Sundays' per notare qualche somiglianza con i vocalizzi realizzati da Zahira Gutierrez dei Wild Moccasins. Sono tuttavia convinto, che a parte le critiche, questo sarà un album con un grande seguito. Sicuramente in questo momento sarà già in qualche stereo a rallegrare qualche party d'oltreoceano, ma non noi. Fra qualche anno sarà un disco dimenticato, di quelli che non lasciano tracce se non nel circuito di distribuzione e nella mente di qualche ascoltatore senza grandi pretese. Non ci accontentiamo.