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Muse o quel che ne rimane - Live@San Siro (09/06/2010)
 



   

“Rivoglio i vecchi Muse, quelli che facevano i concerti al Rolling Stone e non avevano bisogno di giacche lampeggianti per far dimenticare il loro ultimo cd..” (cit. da faccia libro di una mia amica che la sa lunga)

Non ci sono mai piaciute le adunanze da stadio, non ci piace la gente sudata che ti si schianta addosso, non ci piacciono le ciccione che non vedono l’ora di tornare a casa per toccarsi con le foto dei loro beniamini, non ci piace la birra calda a 7 euro, le salamelle rancide, le conversazioni tra teenager esaltate che siam costretti a subire nelle lunge code. Ma cercheremo di scrivere qualche parola anche su questo evento dell’ano “il concertissimo dei Muse a Santo Siro” dove al di la di ogni metro di paragone: son successe delle cose. Emozioni 0 – Cose 1. Palla al centro.
Tum.

PARTITI! I Calibro 35 scaldano la serata con i temi polizieschi dei 70’s di Cinecittà, ben accolti dal pubblico, grazie anche ai suoni curati che convincono; meglio dei successivi sul palco Freindly Fires, che a stadio un poco più pieno riscuotono scarsissimo ben poco movimento per la loro forse “eccessiva originalità” di ritmiche e strutture, in poche parole di quel che suonano: “non si capisce un cazzo”.
Del resto, tra le canzoni che passano durante le lunghe attese, il pubblico si lancia in grandi cori in occasione di pezzi come “the kids aren't alright” dei blink e “holyday” dei Green day. Marmaglia, pecorame, gente sudata da fascetta in testa che non compra un disco da Buon Compleanno Elvis di Liggabue: se è così che dobbiamo riempire san siro...ma anche no.

Alle 8 puntualissimi salgono i Kasabian, che attaccano con Fast Fuse. Volume è a livello accettabile (i calibro 35 erano a pressione sonora zero, i Friendly Fires poco di più) ma i suoni non ci sono per niente: il basso che dovrebbe tarellare sembra bussare con delicatezza. Il buon Tom appare emozionatissimo e, probabilmente mosso anche dalla sua passione calcistica, ripete continuamente “grazie San Siro!”. Esaltato e tamarro fino a risultare fastidioso, incita continuamente il pubblico e inserisce i suoi bei “fockin” di gallagheriana memoria in ogni dove.
I Kasabian sono qui per sfruttare una vetrina davanti ad un pubblico numeroso (stadio pieno per due terzi, azzardo) e ci provano in tutti i modi in una lotta con i suoni, l'orario, la luce e la calura, ma terminano i loro 45 minuti con Club Foot completamente isolati tra un pubblico ricettivo come un tredicenne che ascolta pop punk.

C'è da attendere tre quarti d'ora per l'arrivo sul palco dei Muse che sono annunciati da un esercito di sbandieratori e dall'animarsi della grande piramide grigia sulle note di “Uprising”
Ora la pressione sonora c'è tutta, il limite imposto di 80 decibel si rivela accettabile e in un
tripudio di luci i nostri eroi snocciolano pezzi di Black Holes And Revelations e una vecchia gloria New Born.
Sembra iniziare bene, con un pubblico in fiamme e la band che fa il suo lavoro, ma quando Matt tira fuori il piano e si lancia da solo in Neutron Star Collision è dramma: il calo di ritmo è fatale, le scenografie e le lacrime d'amore non salvano e arriva uno sbadiglio ad anticipare il mood che mi accompagnerà per la restante durata del concerto.
Passo nel torpore i successivi dieci minuti, la classica Hysteria mi risveglia ma purtroppo il riff del basso non martella come dovrebbe e la performance non trascina; per quanto riguarda il resto degli spalti, ho già avuto conferma dai pezzi precedenti che non importa affatto quello che si sta suonando di sotto, l'isteria collettiva e la scena fanno la loro e ben poco importa come e quali canzoni si stiano suonando sul palco.
Quando Matt si scatena in “United States Of Eurasia” diventa difficile stabilire un rapporto causa effetto tra l'essere in uno stadio ed essere in grado di tenerlo: le nuove canzoni hanno un tono epico/pomposo adatto, Matt e Dominic (il batterista) si agitano esaltati e lo stadio segue.
Il bassista, il nostro buon Chris Wolstenholme, rimarrà invece impassibile e serioso per tutta l'esibizione.
Un po come me insomma.
Viene proposta la cover di Feeling Good (ma con tutto il buono in origin of symmetry perchè prendere la cover?) e poi la pedana al centoro del palco si alza portandosi in alto il trio per “Undisclosed Desires, con Matt che a 10 metri da terra si fa meno spavaldo.
Seguono “Resistance” e “Starlight” e una cover di Back In Black degli AC/DC eseguita alla voce dal cantante dei Jet: “panem et circenses”per accontentare stadi gremiti di ragazzini/e e da genitori accompagnanti.
Il concerto procede, in una serie di entrate con giacche luminose, encore schizofrenici, strumentali e durante “Exogenesis part1: overture” appare anche un balocco argenteeo volante con una ballerino-alieno penzolante, a volerci distrarre da quanto sta accedendo di sotto. L'energia che potevano sprigionare Stockholm Syndrome e addirittura Plug In Baby viene sommersa e sacrificata allo Stadio, entità che si deve sfamare con effetti pirotecnici. Il concerto per me finisce nel torpore più totale; For A Minute There I Lost Myself, dicevano i Radiohead e i Muse che sono arrivati agli stadi non sono più una versione energica dei suddetti ma piuttosto dei Queen e Depeche Mode apocalittici.
Ci si ingrazia la massa con effetti speciali e canzonette smielate, accondiscendenti falsi e avidi di successo come sono le grandi corporation tanto odiate da Matt
Sulla chiusa una citazione di un cantante italiano che ha i baffi e quindi è saggio: "Ma andate a cagare, voi e le vostre bugi-i-i-e"

   
 
Gab Carbone

 


 
 
Commento
 
 
 
Ultimi commenti
anonimo
06/07/2010 13.01.34

Io non trovo giusto che un pirla qualunque possa dire cose di questo tipo.
Ma chi ti credi di essere ? Scrivi per qualcuno o qualcosa? Non penso proprio a giudicare da cio che ho letto sopra.

Gab Carbone,a casa!
anonimo
28/06/2010 14.33.26

Concordo pienamente, c'ero anche io e sono andato via prima della fine... Concordo anche sui guests, tranne Kasabian, che ho trovato un filo meglio di come li descrivi tu, anche se niente di eccezionale.
Steve66
Saraaaa 20 anni (ROMA)
20/06/2010 14.20.14

io nell'ormai lontano 2005 ero MALATA di muse: non riuscivo a smettere di ascoltarli ed ero convinta che anche se si fossero messi a coverizzare anna tatangelo mi sarebbero piaciuti lo stesso.
arriva l'ultimo album: ...bella cagata...!!

nel 2006 ero andata a sentirli al palalottomatica...spettacolo.
li ho sentiti lo scorso novembre a bologna:...ma che cazzo?!?!? non mi è mai passato per la mente di andare a 'sta cosa sansiresca (e questa recensione mi fa sentire troppo orgogliosa di me).

il punto non è essere indiesnob o no. il mio problema non sono le persone che convengono ai concerti: oramai anche se ti vai a sentire il gruppo più sconosciuto e sperimentale del mondo, basta che ci sia il frontman con gli occhi azzurri e ti trovi sotto al palco la tredicenne con le tette al vento che si ascolta i kooks e pensa di essere molto figa.
il punto è: è davvero così piacevole essere delusi da una band che al primo ascolto ti ha fatto capire che era quella la musica che volevi fare ed erano quelle le parole che volevi dire? no.
'sti ultimi muse mi fanno rimpiangere gli eiffel65.
anonimo
14/06/2010 13.39.38

Ho capito che qua si vuole essere indie, ma quando qualcosa di mainstream è di alta qualità bisogna ammetterlo..E' automatico nell'arrivare a fare S. Siro portarsi dietro un pubblico per almeno il 50% di completi ignoranti, come lo è per band come AC/DC, Vasco. Ma qui si parla dei Muse che cazzo... non è paragonabile musicalmente!

I Muse sono oggettivamente una, se non la miglior, band live da molti anni, hanno contenuti nei testi, suoni da paura, armonie, melodie e ritmiche ricercate, scenografie ed effetti spettacolari... non mi pare sia il caso di attaccare una realtà del genere solo perchè hanno deciso di fare qualche soldo in più scrivendo un brano sempliciotto per Twilight..Il resto dell' ultimo album contiene parecchie sperimentazioni contaminate da musica sinfonica, elettronica, r'n'b ecc... Non mi sembra proprio il loro album musicalmente più commerciale..Il marketing poi è un'altra cosa, che per chi ascolta davvero la musica non dovrebbe contare.
anonimo
13/06/2010 15.50.36

"NESSUN gruppo pesca a piene mani dai vecchi album" : gli Oasis dal vivo se ne fottevano abbastanza di ultimo album o meno e facevano i vecchi pezzi, limitati solo dalle capacità vocali di liam.
anonimo
13/06/2010 15.34.54

I Muse live sono energici, prendono tanto e spaccano. Non ci sono dubbi, sono una delle migliori band live.
Artisticamente parlando, però, questa band si è sputtanata alla grande: lo stesso Bellamy ha dichiarato che ciò che conta per loro è avere più fan, in poche parole avere più successo e soldi.
I Muse sono cambiati, oramai prendono un altro tipo di pubblico per la loro nuova evoluzione musicale: canzonette tutte uguali fatte al piano, alcune di alto livello altre proprio inutili, e canzonette in cui il bassista, Chris aveva un ruolo importante al basso, sta fermo immobile. Artisticamente parlando, e lo intendo in campo musicale, questi Muse hanno già dato e ora si limitano a spettacoli circensi, ufo, pedane e cazzate varie per distrarre chi va ad ascoltare (Hysteria e il basso poco marcato ne sono stati un esempio).
L'evoluzione nella musica è importante, per le band non ne parliamo, ma sono d'accordo con quello che c'è scritto nella recensione: i Muse sono diventati falsi e alla maggior parte dei vecchi fan dei Muse questo non piace proprio.

Bella recensione ;)

Tere.
anonimo
13/06/2010 11.28.23

Gli ultimi album dei Muse non mi sono piaciuti, o almeno tutti tranne black holes and revelations che non ho ascoltato. Ma un concerto non si giudica solo sulla folla di bimbiminkia presente o sulla tamarraggine delle coreografie: mi pare che gran parte del giudizio negativo derivi da questi due fattori, semplicemente se vuoi un concerto dei muse che sembri un loro concerto al chiuso e con poca gente andare a san siro a vederli era la cosa peggiore che tu potessi fare, principalmente per il tuo portafoglio. E soprattutto se avessi voluto ascoltare solo Showbiz e Origin Of Simmetry avresti dovuto aspettare qualche anno nella speranza di un'operazione nostalgia alla punkreas, perchè NESSUN gruppo pesca a piene mani dai vecchi album, men che meno band che stravendono con quelli nuovi e sono seguiti da gente che non ha idea di cosa siano pezzi come Cave e Uno.
anonimo
13/06/2010 3.09.05

Eh ma infatti! solo chi ascolta Vasco e Ramazzotti può pensare che i muse siano Rocker e Veri
anonimo
13/06/2010 2.38.23

Posso andarci anche con un bassista che non si muove di 2 metri tutta la sera e suonando la cover di back in black perchè il pubblico non conosce le canzoni che non siano dagli ultimi due album! I critici veri sono morti e anche i muse non si sentono tanto bene!
anonimo
12/06/2010 16.58.37

vuoi vedere roba indie-low profile con cui montarti la testa tu, si proprio tu, nerd di oggi, e dire "se lo fanno loro posso farcela anche io che so fare 3 accordi e non ho voce"?
NON andare a vedere i Muse a San Siro, dopo il coronamento mediatico, colonne sonore e Grammy Awards vari...
altrimenti, fratello, è chiaro che sarai solo invidioso.

Temo che l'autore dell'articolo, oltre che essere totalmente schierato e poco oggettivo, non abbia capito una benemerita della musica.
In generale.

Ma i critici veri si sono estinti?
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