L'ultimo concerto dei Sigur Ros a cui partecipai mi procurò visioni oniriche. Li vidi qualche anno fa, con il temporale sullo sfondo a fare da contorno al palco, seduto sui gradini dell'Arena di Milano. Chiusi gli occhi ed iniziai a sognare sogni lucidi e lisergici, in un magma mental spirituale dove incontrai il mio animale guida e visitai luoghi sconosciuti del mio inconscio.
Oggi ho ritrovato gli stessi luoghi nel concerto di Jónsi, cantante dei Sigur Ros in progetto solista. Il suggestivo temporale era sostituito da proiezioni su uno sfondo multistatrato dove animali di oggi tipo, e forse anche il mio animale guida, correvano fra foreste ed effetti: farfalle, civette, lupi che inseguono cerbiatti, formiche che strasportano cose. Un contorno suggestivo che si snoda su monitor e su 5 livelli sovrapposti di teli, il tutto coordinato da tre computer e prodotto da 50 persone, con animazioni create da un lavoro parallelo su carta e su pixel per creare una foresta virtuale, che vive e suona a fianco della musica con effetti da far invidia ad Avatar.
Non vorrei però farvi pensare che tutto si esaurisca negli effetti visivi: musicalmente Jónsi è solido, e continua nella miglior tradizione dei Sigur Ros, con un passo in là verso una semplificazione delle atmosfere in un tappetto elettronico che ricorda ogni tanto i cugini islandesi Mùm ma comunque deciso e a tratti pop. Jónsi abbandona in parte l'uso del vonlenska, la lingua inventata dai Sigur Ros (del resto mi chiedo che bisogno c'è di inventare una lingua quando parli un idioma incomprensibile come l'islandese) a favore dell'inglese, guadagnando solo parzialmente in comprensibilità dei testi e senza rinunciare alla suggestione del suo falsetto.
Aperto da un pezzo in sola chitarra e voce, il concerto di Jónsi continua per una buona ora e mezza proponendo pezzi del suo album "Go" alternati con qualche inedito, in un crescendo di suoni ed effetti visivi. Il pubblico ne è conquistato e riversa verso il palco calore in modo inversamente proporzionale alla rarefazione dei suoni. Chi l'ha detto che per un buon live bisogno picchiare più forte?
Il tour di Jonsi finisce oggi (a quanto dice lui stesso dal palco), ma in realtà i concerti continuano nei festival estivi: fra una decina di giorni lo ritroveremo al Sonar e poi in varie città europee fra cui Roma e Ferrara. Se lo incrociate sulle vostre rotte estive, merita sicuramente una serata.