Non ricordo se l’ha detto qualche personaggio famoso o qualche amico mio: la musica dance è da ballare, non da ascoltare. Beh, i Low Frequency Club si fanno invece anche ascoltare in questo singolo, merito di un basso funkeggiante che soprattutto nella cover dei Fine Young Cannibals “Johnny Come Home” coinvolge e rapisce, lasciando più spazio ad azzeccati effetti elettronici nella seguente “Pools”, che sa di anni ’80 ma senza risultare kitsch. La vena dance viene rimarcata però in maniera eccessiva nei due remix della seconda canzone, senza particolari invenzioni il secondo e tamarro alla Daft Punk (con tanto di voce modificata elettronicamente) il primo, lasciandomi l’impressione che le potrei apprezzare solo in una discoteca piena di fighe (le fighe sono necessarie per evitare di pormi in continuazione la domanda “iochecazzocifaccioqui”). Ma anche no. Non conosco le loro precedenti uscite, ma mi rimane la netta impressione che avrebbero fatto meglio a fare tutto da soli: promossi con riserva.