Tracklist: 1. Cold Love 2. Take It Easy 3. Mother Allegra 4. Mirror Mirror 5. Dream Maker 6. The End Of The World 7. This Light 8. This War Is Silent 9. Je T'attendrai 10. Birds In My Head 11. Kill The Surfers 12. Interstellar Orgy
Partiamo dall'inizio: io i Ghinzu non sapevo proprio chi fossero. Mi ricordo vagamente il nome (o forse mi confondo con qualche ristorante giapponese) ma in testa non avevo una nota, solo un vago ricordo di band "storta". Per partire senza preconcetti mi ascolto prima l'album, con quella copertina così strana, un po' Battles, un po' Shitdisco... E poi vado alla ricerca di notizie per scoprire che i Ghinzu sono una band belga, abbastanza vicina ai Deus, con altri 2 dischi all'attivo. Non proprio gli ultimi arrivati, quindi.
Mi piacerebbe dire che il cerchio si chiude, ma non è così perchè Mirror Mirror lascia l’idea di un disco a tratti compiuto, a tratti vano. Si sente ineccepibilmente il lavoro di una band che ha passato tanto tempo sulla scrittura quanto nella ricerca dei suoni, ma le canzoni raramente decollano come ci si aspetterebbe, lasciando un po' di delusione-amaro in bocca. Personalmente quanto i 4 si spostano in territori più estremi, diventando dei "terroristi sonori" mi piacciono molto di più - ho notato qualche parallelo, con le dovute proporzioni, con la furia dei Death From Above 1979 - ma quel tocco indie che ogni tanto ammicca e strizza l'occhio rovina l'equilibrio, lasciando nel disco un'incertezza e una convinzione a metà che scompare solo considerando le canzoni isolatamente. Ascolti 2-3 pezzi a salti e sembrano davvero un gruppo interessante, ma dopo aver digerito l'album ti accorgi che non tutti gli ingredienti sono stati dosati nel modo giusto. Consiglio in ogni caso di concedere un ascolto perchè, tra qualche motivetto troppo "dritto" e alcuni passaggi davvero interessanti c'è sempre qualche tocco di genio che lascia presagire interessanti possibilità per la band.