Band di stanza a Roma, ascoltando questo ep d’esordio si direbbe che i Crimen italiani lo sono solo all’anagrafe. Magari sarà per la presenza di Kramer ( leggendario musicista e produttore, figura chiave dell’underground americano degli anni 90, impegnato dietro al mixer di questo “Lies ep”) o più probabilmente per una sorta di amore ossessivo per certe sonorità sviluppatesi oltreoceano un paio di decenni or sono, che chiaramente traspare in questo lavoro.
Chiaramente ma genuinamente, sia detto subito. Chè l’autenticità è il pregio più evidente di questo esordio, ancorchè non il solo.
I Crimen si muovono con scioltezza tra certo hardcore-noise, mostrando i muscoli in P.P. Not Enough, le liquidità chitarristiche di Cold Winter e la passione post di Revolution of the Black Tulip, riuscendo a mantenere coesione e tensione emotiva sopra la media. Per chiudere con gli 11 minuti da capolavoro di intensità di 40.000 Lies, tra dilatazioni ambientali di scuola Labradford, esplosioni al calor bianco e grida catartiche.