Cose semplici e banali cantavano gli Afterhours anni fa, e ascoltando i No Gravity On la frase mi sembra una lapidaria ed azzeccata analisi dell’album. 6 pezzi divisi fra il punk pop dei Dari e l’elettronica tamarra, con tanto di effetti vocali in voga negli anni 90 e da allora quasi completamente (per fortuna) scomparsi, degli Eiffel 65, supportati da testi di stampo adolescenziale divisi fra il romantico ed il casinaro che lasciano a bocca aperta per la banalità. “Notte 3 a.m.” fa rimpiangere il remix da deejay parade di Nella Notte degli 883, “Nuove Realtà” assomiglia a ciò che potrebbero fare i Planet Funk se volessero ingraziarsi pedofilicamente torme di ragazzine (o semplicemente se gli passasse la voglia di fare musica pensando a ciò che fanno), qualche segnale di maturità viene proposto solo dalla ballad “In Ogni Attimo”, curata e dall’interessante “assolo” di tastiera, ma il ritornello zoppica un po’ in alcuni cambi di batteria poco azzeccati e il testo è anche in questo caso da ascoltare senza connettere il cervello. Sono orecchiabili, per carità, ma una manciata di accordi ben messi sono troppo poco quando il contorno è interessante solo per chi ha visto 40 volte 3 Metri Sopra Il Cielo.