Alla fine del secolo scorso un videogame di nome “Music 2000” provava a cambiare la concezione di fare musica, consentendoci di creare tracce utilizzando loop che variavano dal rock alla trance. Un progetto molto ambizioso, contando che programmi come Qbase non erano ancora al loro apice, in ogni caso non ebbe molto successo, ma il progresso non ferma le ambizioni e quindi la Nintendo con la Ds sfoggia videogiochi che funzionano da “sintetizzatori”, il risultato, beh..una prova ne è il disco dei Trabant.
Vocoder, cori, percussioni e Nintendo Ds; questi sono gli ingredienti in più per ottenere un prodotto che alterna le classiche sonorità Indie-pop al funky anni ’80.
Hostile Commando DIY è sicuramente un brano affiancabile a gruppi Indietronic come “Late Of The Pier” e “The Virgins”, un genere che ultimamente sta prendendo piede in maniera preponderante se non fosse che vengo colto da un brivido di piacere nel sentire una salsa sudamericana verso la fine della traccia, non stona di una virgola dal resto, un esperimento riuscitissimo; i ragazzi guadagnano punti.
Il sound latino prosegue, quindi non solo funky e indie, i tamburelli di Less Is Less utilizzati al posto della batteria rendono ancor più gioiosa la voce di Giovanni De Flego (c’è da specificare che sono ITALIANI!), un forte impatto Black, Soul e Afro, una cosa tutta nuova per un genere che da molti viene snobbato e indicato come la feccia della musica Indipendente.
Quando arriva Hahaha, mi stupiscono ancora una volta, partenza con un “piano”-vocal tipico dell’indie-folk, che viene però neutralizzato da voci fuoricampo e suoni sintetizzati, un brano ipnotico, ancora una volta si sperimenta, ricorda quasi il New Wave alla Bowie, le emozioni crescono a due minuti, ma restano tali, non si passa al ballo in questo brano, una cosa che si estranea dal resto se non che Scorpio Vs Gemini può benissimo essere la sua continuazione in crescendo di strumentazione e BPM. Hanno la mia totale ammirazione e approvazione.
Questi ragazzi sono il riscatto dei sintetizzatori, hanno saputo sperimentare, senza voler fare gli intellettuali, creando un disco da ballare e con cui divertirsi, per nulla banale e dai testi provocatori e cinici.
Quindi alziamoci tutti in piedi e facciamo un applauso a Giacomo, Giovanni, Giulia e Michele.