Tracklist: 1. Curtains 2. Change of Time 3. The Curse 4. Southern Pacifica 5. Rattling Locks 6. Folk Bloodbath 7. Lark 8. Lantern 9. The Remnant 10. See How Man Was Made 11. Another New World 12. Orbital 13. Long Shadows
Ritorna il cantautore dell’Idaho con il quinto disco in studio “So Runs The World Away”. Il ricciolone biondo che fa impazzire il mondo indie folk con un enorme talento di scrittura tra i polpastrelli. Josh continua a stendere ballate gentili, fotografando il vissuto con la spontaneità di un neofita. Il lavoro si apre con il fruscio dei pesanti tendoni di un teatrino abbandonato, l’artista calca il palco solo, e in crescendo sale il rombo di una viola. Ed è subito il silenzio delle pause vocali ad attrarre l’ascoltatore come un vortice che non avrà pietà del timido interpretare. Inizia l’arpeggio di “Change of Time” dove il nostro antieroe racconta un sogno sommesso con la grazia di un Drake dei giorni nostri. L’incanto cresce accarezzato dai vocalizi gentili di “The Curse”, in cui il faraone mummificato si risveglia con la potenza del sentimento amoroso. Una storia fatta di rime incredibili che riesce a fermare il tempo per regalare un piccolo brivido d’eternità apparente. Dove dietro ad un fascio di bende batte un cuore, così succede dietro ad un microfono. E così una cartolina sbiadita del Sud Pacifico si ricolora dei toni pastello di Townes Van Zandt. La batteria elettronica e il rhodes di “Lantern” non deluderà chi lo segue da “Hello Starling” ma sarà “Rattling Locks a ridonare speranza ai seguaci senza meta di un neo-Waits della provincia. Ai più, un viaggio educativo nel calderone dell’America che continua ad emozionare con poche note e tanta verità incastrata.