Lo stesso titolo “Andrà tutto bene...” potrebbe spiegare in sintesi l'intero album dei Violassenzio, quartetto emiliano, che si divide tra due aspetti fondamentali.
Da una parte si ha una sicurezza riempita e, in un certo senso, appesantita dalle 14 tracce dell'album, veramente complicato e che necessita di più ascolti per essere compreso.
Dall'altra parte si ha una sospensione determinata proprio dalla mancanza di immediatezza delle canzoni presentate dalla band: per comprenderne l'intensità, il contenuto e le influenze occorre ascoltarle più volte, nonostante questo senso di “pesantezza”sia onnipresente in ognuna delle tracce.
In “Andrà tutto bene...” si nota come la band ami mescolare più generi, alternati dall'inizio fino alla fine dell'album: post-punk, new wave e psichedelia dominano sia a livello vocale che strumentale.
L'opera, complessa, della band mostra grande intensità, oltre all'incredibile espressività, sia visiva che astratta, evocata dai testi in italiano e dall'alternarsi di voci e strumenti.
Un album contrastante, basta pensare al titolo, e veramente difficile che lascia nell'ascoltatore sensazioni di malessere e pesantezza; allo stesso tempo, però, ci si accorge di una certa ricercatezza compiuta dalla band per esprimere al meglio determinate situazioni e sensazioni.
“Andrà tutto bene...” è un disco difficile, non per tutti e a tratti molto cupo, ma allo stesso tempo è affascinante, da scoprire e comprendere: ogni ascolto di quest'album corrisponde alla messa in luce di nuovi particolari, sonorità e immagini.