Dopo un Ep ben accolto dalla critica i Miavagadilania arrivano alla pubblicazione del primo full lenght. Il Mare Ci Salirà Negli Occhi propone 10 pezzi di un rock che non si fatica a definire figlio riconosciuto di Marlene Kuntz e Verdena in primis, tanto che se la terza traccia “Non E' Vero” fosse stata cantata da Alberto Ferrari avrei pensato di trovarmi all'ascolto di un qualsiasi album del trio bergamasco. Un limite questo, certamente, ma non si può negare che la band in questione riesca a proporre idee interessanti ed un sound che, per quanto sfiori a volte il plagio sonoro (ascoltando l'assolo finale di “Scintille” e le chitarre di “Solo Come Addio” non si ha l'impressione di ascoltare qualcuno che si ispira ai Marlene, ma qualcuno che li copia spudoratamente), si dimostra efficace soprattutto quando tesse trame delicate e soffuse come in “Nau”. A parte qualche accelerazione, come nella già citata “Non E' vero”, il disco si compone di tracce claustrofobicamente cupe, tanto che ai primi ascolti è difficile cogliere le sfumature che ogni brano sa proporre a causa dell'atmosfera quasi palpabilmente pesante: non proprio un difetto se vogliamo, ma unito alla voce fin troppo soffusa di Claudio Papa e a dei testi nonsense di verdeniana memoria che il vocalist non riesce a rendere interessanti come vorrebbe il piatto rimane in equilibrio fra innegabili pregi e difetti altrettanto marcati. Urge liberarsi dall'influsso sonoro dei padri putativi per fare il salto di qualità che li porterebbe ad essere una realtà molto più interessante di così.