Il 15 aprile 2013 alle 14.50 la vita di molte persone è cambiata. Soffermandosi su una in particolare, Stronger – diretto da David Gordon Green – ci racconta quella di Jeff Bauman, un ragazzo qualunque che lavorava in un fast food e che però si è trovato nel punto sbagliato al momento sbagliato: l’attentato durante la maratona di Boston.
Jeff si trovava esattamente vicino a una delle bombe, sventolando il cartellone di supporto per la sua ex ragazza. L’esplosione gli ha portato la perdita di entrambe le gambe, ma poco prima dell’inferno ha visto in faccia uno degli attentatori, permettendo così, al suo risveglio, di catturarlo.

Stronger_film_posterDa un momento all’altro quindi, la sua vita cambia radicalmente: senza gambe, ma eroe nazionale. Superato lo shock iniziale, le sue giornate si alternano tra riabilitazione fisica e mentale e lo stress mediatico e familiare di essere diventato un simbolo di “invincibilità” per i cittadini. L’attentato e le sue conseguenze, sia a livello personale e fisico sia a livello sociale, come l’essere considerato un eroe, stravolgono la vita di Jeff, mettendo alla prova lui e i legami familiari e sentimentali.
Il film ha la capacità di farci vivere e sentire la drammaticità della storia che racconta e la pesantezza causata dal resto del mondo e vissuta dal protagonista. È scontato dire che le lacrime saranno facili, ma si alterneranno anche a sorrisi e risate.

L’interpretazione del protagonista, Jake Gyllenhall, è impeccabile, tanto che già si parla di Oscar. Durante la Festa del Cinema di Roma, insieme al vero Jeff Bauman, ha raccontato: “Ogni aspetto di interpretare Jeff è stato difficile e pieno di sfide. Sapevo che nonostante mi potessi spingere avanti, nonostante tutta la ricerca possibile non avrei mai veramente compreso quello che aveva vissuto. La sfida fisica e quella emotiva di questo personaggio e dell’esperienza di Jeff sicuramente ha cambiato la mia vita”.
Inoltre, ha sottolineato quanto questa storia gli ha insegnato l’importanza della determinazione e del coraggio necessari per superare ogni sfida: “La cosa più grande che ho imparato è che l’essere forte, l’essere un eroe, non riguarda i grandi momenti ma quelli piccoli, che sono quelli che davvero ci cambiano. Spesso semplicemente l’esserci, e non il parlare, è la cosa più importante che si possa fare. È il succo dei rapporti reali”.

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Per nulla da me l’interpretazione di Tatiana  Maslany (conosciuta soprattutto per Orphan Black) che sa rendere al massimo la forza di una donna che si trova a fare delle scelte dure e difficili per cercare di stare accanto all’uomo che ama, Jeff.
Insomma, il film si può rassiumere come un manifesto dell’orgoglio americano di fronte alla voglia di non mollare mai, sia nella vita individuale sia per la patria.

A cura di Stefania Fausto