The Burning Hell è il progetto musical-letterario di Mathias Kom, più che valido musicista canadese, qui alle prove con la sua settima pubblicazione.
L’album è composto da otto brani che contemporaneamente sono anche otto racconti brevi ed il bello è che nessuna delle due caratteristiche che fan di questo lavoro un’opera artistica viene meno a favore dell’altro.
“The Stranger”, oltre ad essere un giallo con tanto d’omicidio, è anche un bellissimo brano folk con strofe scandite talmente veloci che manco un rapper, “The Road” una biografia musicale ed insieme alt-country con tanto di feedback e flauto impazzito, “Fuck the Government, I Love You” una commedia romantica a due voci ed una ballad dal ritornello punk alla Against Me!, “Men without Hats” un romanzo di formazione ed una canzone che farebbe l’invidia di gente come Mark Knopfler o Tom Petty, “Good Times” è cronaca nera per chitarra e fiati, “Give Up” critica letteraria da ballare, “Two Kings” immagina Elvis Presley e Michael Jackson ancora vivi su una solida base acustica, mentre la finale “Nonfiction” riprende la struttura romanzesca e chiude con un bel bassone molto presente.
Un lavoro curioso e interessante ottimamente riuscito.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
