Torna il figlio minore di Tommi Marson (mente delle Porno Riviste), quello ultimamente più coccolato con quattro album in undici anni e da sempre il più pulito, il meglio vestito, ma non per questo meno ribelle. “Mind Kontrol Ultra” inizia con Non ti avvicini: un buon ritmo rockeggiante che fa quasi il filo a degli Ac/Dc un po’ meno duri e testo non sense (“Hey piccola, vita mia, vita tua, vita sua, vita giua, vita quia, vita lia, vita bene chi avvita una vite”). Sole folle è più in linea punk, ma in questo caso, e come spesso con gli Onesti Cittadini, quello ’77 e non quello californiano dei nineties. Una potenziale hit è invece Vasco, a metà fra la presa in giro e una dichiarazione d’amore per la fine degli anni Ottanta rappresentati appunto dalla “mitica” figura del rocker di Zocca.

Il primo singolo, nonché uno dei brani più tirati della tracklist, è Apocalisse, analisi cinica sulla situazione socio-politica contemporanea, mentre al contrario Oggi e domani è una ballad dall’anima acustica. Il secondo singolo estratto è Tombini con i suoi echi di Stiff Little Fingers, mentre vera perla è la rappresentazione comico-surreale alla Seth Rogen del dittatore nord coreano in Kim Jong Hun. Note selvagge vede la rivincita del pall-mute per un atto amoroso nei confronti della rebel song, Veleno è una traccia cinica con tanto di bell’assolo di chitarra (una vera e propria rarità nella carriera del nostro), Alenia, oltre a farci domandare se i musicisti italiani (vedi Zen Circus) conoscano solo ragazze con nomi assurdi, è il pezzo più ruvido e politico. Due come noi è una tenera canzone d’amore non rispettosa degli schemi convenzionali (“Lo sai che io, io sono scemo? / Io sono scemo di te / Calamità di una calamita / tu sei scema di me”), mentre la finale Velocità è una rock ballad italiana sicuramente più tradizionale. Tommi riconferma il suo linguaggio unico e riconoscibile (la leggenda dei testi senza R viene riconfermata), pur nell’esplorazione di un mondo musicale a tratti differente dal suo solito.

Andrea Manenti