È uscito per Full Time Hobby il sesto album in studio dei Tunng, “Songs You Make at Night”. Per la band inglese si tratta di un ritorno alle origini. Mike Lindsay e Sam Genders tornano a lavorare insieme, ricomponendo la formazione del 2006 e restaurando l’attitudine creativa che mancava agli ultimi lavori.

Un disco la cui urgenza poetica e interiore risulta evidente fin dal primo ascolto (chiaramente notturno), e il cui suono risulta fluido ed eclettico. Non esiste confine tra momenti acustici, elettrici ed elettronici, i tre elementi si sposano e si amalgamano per tutta la durata dell’album, dando vita a un folk elettronico che sembra uscito da un film di David Lynch.

Un po’ per le armonie ipnotiche, un po’ per il surrealismo dei testi, l’atmosfera che emerge dai brani è onirica (Dream In), profondamente radicata agli umori, alla luce e al respiro della notte. Gli arrangiamenti sono equilibrati, vanno di pari passo con i ritornelli, sempre al punto giusto, e con la ritmica incalzante, come in ABOP o nell’elettro-pop di Dark Heart, incoronato dalle note di piano del Fender Rhodes. Sleepwalking è la punta di diamante del disco: “The crooked throat of an old survivor/The pain we feel when we feel free/The weekend lost on a pointless labour/Talking in your sleep”.

Un gruppo ritrovato e un album di qualità da consumare nelle ore piccole, per esplorare i sogni confezionati dai Tunng.

Mattia Sofo