Può sembrare assurdo, visto il livello di cazzoneria che il personaggio porta con sé, ma bisogna dirlo: “Flower Boy” è l’album della maturità di Tyler, The Creator. Il quinto album di studio che segue il già ottimo “Cherry Bomb” è la consacrazione di quanto di buono potesse fare il poliedrico artista americano. Sì perchè il disco è stato registrato nei ritagli di tempo tra collaborazioni modaiole, la direzione del collettivo Odd Future (Frank Ocean e Earl Sweatshirt tra gli altri) e l’organizzazione del Camp Flog Gnaw Carnival, annuale fiera di skate e concerti.

Tyler ha abituato da sempre il suo pubblico a non prenderlo troppo sul serio, l’ironia è fondamentale all’interno di tutto ciò che fa, così come quell’intrinseca rabbia che finiva per dare un tono più aggressivo al suo lavoro. Nel corso degli anni lo stile si è fatto sempre più un ibrido dei vari generi black. Tanto hip-hop, ma anche r&b e influenze dei primi anni 2000. Citando uno dei brani dello scorso album, “in search did more for me than illmatic” (ovvero N*E*R*D vs Nas).

Questo disco però, come traspare dal titolo, ha un tono meno cattivo. L’album che avrebbe dovuto inizialmente chiamarsi “Scum Fuck Flower Boy” ha probabilmente subito un taglio al titolo anche in favore di questo. I testi sono più intimisti e riflessivi, una presa di coscienza dell’artista che tratta di solutudine (911/Mr. Lonely), ricordi (November) e addirittura di un presunto coming out che lascia intuire il testo di (Garden Shed), ma come sempre non si può mai dire se Tyler sia serio o meno.

Ci sono comunque brani più fedeli ai precedenti lavori come la bomba Who Dat Boy, realizzata con l’amico A$AP Rocky, che Tyler ha accompagnato nel tuor americano e che è senza dubbio il brano con uno testo a tratti rabbioso ed inquietante (vedere il video per credere) e suoni più vicini all’ambito rock di Pharrelliana memoria.

“Flower Boy” è il disco più complesso e più curato di Tyler, The Creator. Quasi interamente autoprodotto per Odd Future Records e infarcito di collaborazioni, sia di artisti legati all’etichetta come Frank Ocean, sia di artisti maggiori come Lil Wayne o Jaden Smith (sì, proprio il figlio ereditario di Willy il principe di Bel Air), che paraddossalmente sembrano essere le peggio riuscite in un album tanto sentito da parte dell’autore.

Finalmente con un album del genere si può davvero parlare della musica di Tyler e riuscire – forse – per una volta a mettere in secondo piano l’ingombrante personaggio e tutto ciò che lo contorna. Credo sia questa la maggiore dimostrazione di quanto “Flower Boy” sia un gran disco.

Simone Casarola (@simocasarola)

Traklist:
01. Foreword – feat Rex Orange County
02. Where This Flower Blooms – feat Frank Ocean
03. Sometimes…
04. See You Again – feat Kali Uchis
05. Who Dat Boy – feat ASAP Rocky
06. Pothole – feat Jaden Smith
07. Garden Shed – feat Estelle
08. Boredom – feat Rex Orange County & Anna of the North
09. I Ain’t Got Time!
10. 911 / Mr. Lonely – feat Steve Lacy & Frank Ocean
11. Droppin’ Seeds – feat Lil Wayne
12. November
13. Glitter
14. Enjoy Right Now, Today